Come comunicano i nostri droni: le antenne

A cosa servono le antenne sui nostri droni e sui radiocomandi

RUBRICA -- TUTTO SUI DRONI

Raffaello Di Martino

11/25/20253 min read

Inutile girarci intorno: se pensi che comprerai un drone “solo per fare foto”, e che delle cose tecniche non ti importerà mai… prima o poi ti troverai immerso in discorsi come:

  • “Dietro quella casa il segnale non arriva.”

  • “Non andare così lontano, vedi che le tacche diventano arancioni?”

  • “Girati verso il drone, sennò lo perdi!”

…tutte frasi che ruotano intorno a un’unica verità:
un drone vola grazie alle antenne.

E da quel momento sarai fregato: vorrai capire di più, chiederai agli amici, sui forum o magari direttamente a noi rivenditori la domanda fatidica:
“Come faccio a migliorare il segnale?”

In questo articolo cerco di farti capire, in modo semplice, come funziona davvero il “segnale radio” di un drone.

Se stai leggendo questo articolo, probabilmente hai Internet a casa.
La connessione arriva attraverso un modem, un dispositivo che trasforma i dati del computer in qualcosa che può viaggiare dentro un filo o una fibra ottica.

Dall’altra parte c’è il tuo provider, che riceve quei dati con un “modemone” molto più grande e li convoglia su Internet, un mondo fatto di cavi, nodi e apparecchiature.

Finché c’è un filo, è facile: i dati corrono dentro una strada precisa.

Se non ci fossero cavi, come farebbero i dati a spostarsi?
Come fa il nostro smartphone a scaricare video senza essere collegato?

Usa un mezzo invisibile: l’aria.
E corre su delle “strade” speciali: le lunghezze d’onda.

Ogni lunghezza d’onda è come un’autostrada su cui viaggiano migliaia di dati generati da un trasmettitore (nel nostro caso il radiocomando) e ricevuti da un ricevitore (il drone). E viceversa.

Ma i dati non trovano la strada da soli. Serve qualcuno che li orienti: le antenne.

Le antenne “organizzano” i dati e li spingono sulla giusta lunghezza d’onda.

A questo punto puoi capire due concetti fondamentali:
Antenna accordata (lunghezza d’onda giusta)
Più l’antenna è accordata sulla frequenza usata, meno dati si perderanno, e meno energia tornerà indietro creando disturbi (le famose onde stazionarie).

Antenna con guadagno (potenza)
Più un’antenna ha guadagno (dBi), più riesce a concentrare i dati e a mandarli lontano lungo la stessa “strada”.

Nei vari negozi trovi tante antenne perché… non sono tutte uguali.
A parità di guadagno, possono comportarsi in modo diverso.

Oltre a dover raccogliere più segnale possibile evitando ostacoli (muri, acqua, terreno…), un’antenna deve anche scartare il segnale che non serve, quello riflesso e sporco.

Qui entra in gioco un parametro importante: la polarizzazione.

Le antenne possono essere:

  • lineari: verticale o orizzontale

  • circolari: destra (RHCP) o sinistra (LHCP)

Polarizzazione lineare
Usata quando le antenne rimangono sempre sullo stesso piano, come nei droni non FPV:
DJI Mini, Air, Mavic, ecc.

Polarizzazione circolare
Perfetta per i droni FPV che non stanno mai “piatti”, volano inclinati, vicini al terreno o tra ostacoli.
La polarizzazione circolare ricostruisce meglio il segnale nelle condizioni difficili.

Se sai che il drone non volerà mai dietro di te, puoi usare un’antenna direttiva, che concentra tutta la potenza in una direzione ben definita.

Questo permette di andare più lontano e avere un segnale più stabile.

Ora che sai come funzionano le antenne, per migliorare il segnale del tuo drone puoi:

  1. Scegliere un’antenna con guadagno maggiore (dBi)

  2. Scegliere un’antenna direttiva se voli sempre verso una direzione precisa

  3. Assicurarti che radiocomando e drone abbiano la stessa polarizzazione

  4. Verificare che siano accordate sulla stessa banda di frequenza