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DRONI FPV

Droni FPV: cosa sono, quali tipi esistono e conviene costruirseli?

Giuseppe · 3 agosto 2026 · 6 min di lettura
Droni FPV: cosa sono, quali tipi esistono e conviene costruirseli?

Se sei arrivato fin qui è molto probabile che ti sia capitato uno di quei video in cui un drone sfreccia tra gli alberi, si infila dentro edifici abbandonati o si lancia da una montagna con una fluidità incredibile.

E la domanda è sempre la stessa:

"Come fanno?"

Subito dopo arriva anche la seconda:

"Posso costruirmene uno anch'io?"

La risposta breve è sì. La risposta lunga è questo blog. In questo primo articolo mettiamo le fondamenta: capiamo cos'è davvero un drone FPV, quali tipi esistono e in cosa si differenziano, e affrontiamo la domanda che tutti si pongono all'inizio:

"Conviene costruirselo o è meglio comprarlo già pronto?"


Cos'è davvero un drone FPV?

Prima di tutto, FPV significa First Person View, cioè visuale in prima persona. Detta così sembra una semplice sigla inglese, ma in realtà cambia completamente il modo di volare.

Con un classico drone fotografico (tipo un DJI ) guardi lo schermo del radiocomando e il drone fa gran parte del lavoro da solo:

  • rimane fermo in aria;
  • mantiene la quota;
  • frena automaticamente;
  • evita gli ostacoli;
  • torna a casa se succede qualcosa.

È pensato per farti ottenere belle riprese nel modo più semplice possibile.


Con un drone FPV, invece, sei tu a fare tutto. Indossi un paio di goggles (il visore) e improvvisamente non lo stai più guardando: lo stai pilotando dall'interno.

La maggior parte dei droni FPV vola in modalità Acro (o manuale), il che significa che non si stabilizzano da soli: se molli gli stick, il drone continua a fare quello che stava facendo, mantenendo l'inclinazione finché non intervieni tu. Questo li rende incredibilmente agili e capaci di manovre impossibili per un drone tradizionale, ma anche più impegnativi da imparare.

In pratica, un drone FPV nasce per due cose: il volo come esperienza e le riprese dinamiche, quelle inquadrature immersive che stanno diventando lo standard nei video d'azione.

I principali tipi di drone FPV

"Drone FPV" è una categoria enorme. Sotto quel nome ci sono macchine profondamente diverse per dimensioni, scopo e difficoltà. Scegliere il tipo giusto prima di comprare qualsiasi cosa è il passo più importante di tutti, perché determina ogni scelta successiva. Ecco i più diffusi.


Freestyle

Solitamente con eliche da 5 pollici, robusto, potente, pensato per fare acrobazie, flip, dive e riprese cinematiche. È il tipo di drone da cui la maggior parte delle persone parte quando vuole autocostruire, perché offre il miglior equilibrio tra prestazioni, disponibilità di ricambi e materiale disponibile online.

Racing

Simile al freestyle come dimensioni, ma progettato per un unico scopo: andare più veloce di tutti attorno a un circuito. Tutto è ottimizzato per velocità e reattività, spesso a scapito della robustezza e della qualità video. È il mondo delle gare, con regole e categorie proprie.

Cinewhoop

Droni più piccoli e compatti in cui le eliche sono protette da anelli (duct). Questa protezione li rende sicuri da usare vicino a persone e oggetti, ideali per riprese cinematografiche in interni, tra la folla o in spazi stretti. Volano più lenti e "morbidi", privilegiando la stabilità dell'immagine. Sono la scelta di chi punta tutto sul risultato video.

Long Range

Costruiti per volare lontano e a lungo, macinando chilometri su paesaggi aperti, montagne, coste. Privilegiano l'autonomia e l'affidabilità del collegamento radio rispetto all'agilità. Richiedono un po' più di esperienza, perché questo tipo di volo comporta considerazioni di sicurezza (e normative) importanti.

Tiny Whoop

I più piccoli della famiglia: droni minuscoli, leggerissimi, con eliche protette, pensati per volare in casa o in spazi ristretti. Sono economici, sicuri e, non a caso spesso consigliati come primo passo per fare pratica al simulatore e "in campo" senza rischi. Non fanno male a nessuno e costano poco quando li rompi.


Costruire o comprare? Le tre strade

Ora la domanda che conta. Nel mondo FPV esistono tre approcci per mettersi in volo, che vanno dal "tutto pronto" al "tutto fatto da te".

RTF — Ready To Fly

La scatola contiene tutto: drone, radio, visore. Apri, carichi le batterie e voli. È l'approccio più immediato, spesso proposto da produttori come DJI con i loro kit FPV. Massima semplicità, minima libertà di personalizzazione.

BNF — Bind aNd Fly

Il drone arriva già montato e configurato, ma senza radio e senza visore: devi averli tu (o comprarli a parte) e "sposarli" (bind) al drone. È il compromesso più diffuso per chi vuole volare in fretta ma poter poi scegliere e riutilizzare i propri accessori.

Autocostruzione — La build

Compri ogni componente separatamente — frame, motori, ESC, flight controller, sistema video, ricevitore — e assembli tutto tu, saldature comprese. È la strada che questa serie ti insegnerà a percorrere.


Pro e contro dell'autocostruzione

Mettiamo le carte in tavola, senza vendite di fumo.

A favore della build:

  • Impari come funziona davvero. Quando qualcosa si rompe — e si romperà — saprai cosa guardare e come ripararlo. Questo è il vero motivo per cui vale la pena costruire.
  • Personalizzazione totale. Scegli ogni pezzo in base a ciò che vuoi ottenere, invece di adattarti a un pacchetto preconfezionato.
  • Riparabilità. Un drone che hai costruito tu è un drone che sai rimettere in sesto, spesso con pochi euro di ricambi.
  • Soddisfazione. Il primo volo di una macchina costruita con le tue mani è un'altra cosa.

Contro:

  • Costo iniziale spesso più alto. È il punto che sorprende tutti: la prima build, sommando attrezzi (saldatore, stagno, minuteria) e l'inevitabile componente sbagliato o bruciato per inesperienza, tende a costare più di un pronto-volo equivalente. Il risparmio arriva dal secondo drone in poi.
  • Curva di apprendimento. Serve pazienza. Le saldature, in particolare, sono lo scoglio su cui inciampano quasi tutti i principianti (ci dedicheremo una guida intera).
  • Tempo. Una prima build può richiedere diverse ore spalmate su più sessioni, tra montaggio, configurazione e correzione degli errori.
  • Il rischio del "magic smoke". Un errore di saldatura o di collegamento può friggere un componente al primo accendersi (il famoso fumo da cortocircuito). Fa parte del percorso, ma è frustrante.

E quindi, cosa scelgo?

Un consiglio onesto per orientarti:

  • Se vuoi solo volare il prima possibile, o non ti interessa mettere mano all'elettronica, un RTF o BNF è una scelta legittima e per niente disonorevole.
  • Se ti affascina il "come funziona", se vuoi poter riparare e modificare, e sei disposto a investire un po' di tempo per imparare, l'autocostruzione ti ripagherà — e sei nel posto giusto.
  • In entrambi i casi, il consiglio universale è: inizia dal simulatore. Un radiocomando decente e un simulatore FPV costano una frazione di un drone e ti permettono di imparare a pilotare (la parte più difficile) senza distruggere nulla. Quando saprai volare, il drone — comprato o costruito — durerà molto di più.

Cosa ci aspetta nei prossimi articoli

Se sei arrivato fin qui e l'idea di costruire ti stuzzica, la strada è tracciata. Nei prossimi articoli entreremo nel vivo della progettazione: partiremo da uno schema generale di come dialogano i componenti di un quad, e poi affronteremo un pezzo alla volta — frame, motori, ESC, flight controller, sistema video, radio, eliche e batterie — imparando non solo cosa sono, ma come si scelgono e si abbinano tra loro.

L'obiettivo è arrivare al montaggio sapendo esattamente perché ogni componente è lì. Poi salderemo, assembleremo e, finalmente, faremo il primo volo.

Nel prossimo articolo: l'anatomia di un quad — come i pezzi parlano tra loro.


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